primi esempi
Dal Corriere online di oggi
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Libertà di stampa
Theodore B. Olson sul Washington Post: mantenere segrete le fonti è fondamentale se si vogliono raccontare delle storie poco conosciute. Robert Scheer sul San Francisco Chronicle: è in corso un assalto alla libertà di stampa. Clarence Page sul Chicago Tribune: il presidente Bush sta esagerando negli attacchi alla stampa.
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mantenere segrete le fonti e' fondamentale per poter spacciare falsita' e bugie come notizie vere. E quando qualcuno finalmente si alza e fa qualcosa per avere le fonti di certe notizie, ecco che il giornalista inizia a strepitare sulla liberta' di stampa violata.
A quanto pare, i giornalisti sono in grado di fare impunemente una cosa che porterebbe al fresco me e voi: calunniare qualcuno.
Un giornalista puo' scrivere che TheMsmBasher e' un criminale incallito e che violenta sistematicamente le suore, citare una fonte assolutamente affidabile, ma non dire chi e' la fonte. Se lo faccio io, o voi, le conseguenze penali possono essere enormi. E il magistrato non prenderebbe tanto bene il fatto che nascondo da dove prendo le mie informazioni. La costituzione e i codici dicono che e' lecito non rispondere a domande che possono incriminarmi, ma non rispondere a domande che possono incriminare qualcun'altro in genere porta in galera. Questo pare non valga per i giornalisti, si sa, la liberta' di stampa e' inviolabile. Anche se io prefrisco chiamarla "licenza di calunnia". Ma tant'e'.
Normalmente, se un cittadino viene a conoscenza di un reato, sarebbe tenuto ad informarne la polizia, o la magistratura. Non fare cio' lo rende di fatto (e anche di fronte alla legge) un complice.
Un giornalista puo' invece usare la notizia di un reato per fare carriera, coprire eventualmente il responsabile, rifiutare di nominarlo, e passarla liscia. O puo' usare la notizia del reato per portare avanti la sua missione politica.
Notare come il corriere cita un altro giornale. Domani, molto probabilmente, i giornali menzionati oggi dal corriere useranno il corriere stesso come prova del fatto che quello che hanno detto loro e' vero. Tipica tattica mediatica per rendere vere delle cose totalmente inventate, o pesantemente corrette. Presto un articolo su questa tattica tipicamente giornalistica per rendere vere cose totalmente inventate.
Qui un altro bell'esempio di giornalismo truffaldino, dalla pagina principale del corriere online. Questo titolo e' rimasto in prima pagina per un bel po' di ore
Ovviamente il titolo evoca immagini di innocenti passanti falciati dalle raffiche dei nostri soldati, mandati li come e' noto in missione di guerra e a "occupare" l'Iraq. Poi se i "civili" imbracciassero un kalashnikov o un RPG e' un dettaglio mai menzionato e in ogni caso del tutto trascurabile no?
ma ecco l'articolo completo
che risulta essere un megaspot pubblicitario di un libro di Andrea Nicastro, un collega perdiana, con tanto di prezzo del libro ed editore dello stesso. Uno stralcio del libro e' quindi pubblicato.
Non ho letto il libro, ma sono pronto a scommettere una discreta sommetta che il libro stesso non parla bene ne di Berlusconi, ne di Bush, ne ovviamente dell'illegale guerra in Iraq. Parlera' bene dei nostri soldati? dubito fortemente. Questi fascisti che sparacchiano a bambini e donne per divertimento. e che rifiutano di farsi accoppare come meritano e perfino rispondono al fuoco!!
Ma e' tutta colpa di chi li ha mandati a combattere, perche' si sa che arruolarsi e' una cosa, ma andare in guerra mica glielo avevano detto. Ma un momento, non sono tutti volontari? Beh non importa, i soldati in guerra non ci devono andare, anzi, aboliamo le forze armate e mandiamo invece le ONG, un ponte per, i vari mario strada e magari i vigili urbani, che sicuramente le forze armate americane parcheggiano in divieto di sosta.
TheMsmBasher
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Libertà di stampa
Theodore B. Olson sul Washington Post: mantenere segrete le fonti è fondamentale se si vogliono raccontare delle storie poco conosciute. Robert Scheer sul San Francisco Chronicle: è in corso un assalto alla libertà di stampa. Clarence Page sul Chicago Tribune: il presidente Bush sta esagerando negli attacchi alla stampa.
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mantenere segrete le fonti e' fondamentale per poter spacciare falsita' e bugie come notizie vere. E quando qualcuno finalmente si alza e fa qualcosa per avere le fonti di certe notizie, ecco che il giornalista inizia a strepitare sulla liberta' di stampa violata.
A quanto pare, i giornalisti sono in grado di fare impunemente una cosa che porterebbe al fresco me e voi: calunniare qualcuno.
Un giornalista puo' scrivere che TheMsmBasher e' un criminale incallito e che violenta sistematicamente le suore, citare una fonte assolutamente affidabile, ma non dire chi e' la fonte. Se lo faccio io, o voi, le conseguenze penali possono essere enormi. E il magistrato non prenderebbe tanto bene il fatto che nascondo da dove prendo le mie informazioni. La costituzione e i codici dicono che e' lecito non rispondere a domande che possono incriminarmi, ma non rispondere a domande che possono incriminare qualcun'altro in genere porta in galera. Questo pare non valga per i giornalisti, si sa, la liberta' di stampa e' inviolabile. Anche se io prefrisco chiamarla "licenza di calunnia". Ma tant'e'.
Normalmente, se un cittadino viene a conoscenza di un reato, sarebbe tenuto ad informarne la polizia, o la magistratura. Non fare cio' lo rende di fatto (e anche di fronte alla legge) un complice.
Un giornalista puo' invece usare la notizia di un reato per fare carriera, coprire eventualmente il responsabile, rifiutare di nominarlo, e passarla liscia. O puo' usare la notizia del reato per portare avanti la sua missione politica.
Notare come il corriere cita un altro giornale. Domani, molto probabilmente, i giornali menzionati oggi dal corriere useranno il corriere stesso come prova del fatto che quello che hanno detto loro e' vero. Tipica tattica mediatica per rendere vere delle cose totalmente inventate, o pesantemente corrette. Presto un articolo su questa tattica tipicamente giornalistica per rendere vere cose totalmente inventate.
Qui un altro bell'esempio di giornalismo truffaldino, dalla pagina principale del corriere online. Questo titolo e' rimasto in prima pagina per un bel po' di ore
"Quei cinque civili iracheni uccisi dagli italiani
Nessun risarcimento per le vittime innocenti della Battaglia dei Ponti a Nassiriya"
Ovviamente il titolo evoca immagini di innocenti passanti falciati dalle raffiche dei nostri soldati, mandati li come e' noto in missione di guerra e a "occupare" l'Iraq. Poi se i "civili" imbracciassero un kalashnikov o un RPG e' un dettaglio mai menzionato e in ogni caso del tutto trascurabile no?
ma ecco l'articolo completo
che risulta essere un megaspot pubblicitario di un libro di Andrea Nicastro, un collega perdiana, con tanto di prezzo del libro ed editore dello stesso. Uno stralcio del libro e' quindi pubblicato.
Non ho letto il libro, ma sono pronto a scommettere una discreta sommetta che il libro stesso non parla bene ne di Berlusconi, ne di Bush, ne ovviamente dell'illegale guerra in Iraq. Parlera' bene dei nostri soldati? dubito fortemente. Questi fascisti che sparacchiano a bambini e donne per divertimento. e che rifiutano di farsi accoppare come meritano e perfino rispondono al fuoco!!
Ma e' tutta colpa di chi li ha mandati a combattere, perche' si sa che arruolarsi e' una cosa, ma andare in guerra mica glielo avevano detto. Ma un momento, non sono tutti volontari? Beh non importa, i soldati in guerra non ci devono andare, anzi, aboliamo le forze armate e mandiamo invece le ONG, un ponte per, i vari mario strada e magari i vigili urbani, che sicuramente le forze armate americane parcheggiano in divieto di sosta.
TheMsmBasher

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